Irene Di Natale Logo
Contattami
cricca

[Le 12 C per una comunicazione che fa click!] CRICCA

Ciao, e grazie per aver avuto il coraggio di tornare su queste pagine dopo la presentazione della scorsa settimana. Il mio blog a volte è un po’ prolisso e forse non sarà la prima volta che riuscirà a prendere la parola, ma a me non dispiace perché è vero quando dice che io nei blog credo moltissimo!

Prendi il progetto di quest’anno, per esempio: è costruito a partire dalle parole e dalle persone, e ruota intorno a questo blog e alla mia newsletter prima ancora che al mio profilo Instagram.

Facciamo un passo indietro: a dicembre ho lanciato la mia newsletter, dotata di un piccolo omaggio da scaricare, un file dal titolo Le 12 C per una comunicazione che fa Click! Somiglia a una checklist stampabile che è anche un quaderno di esercizi, ma soprattutto è la guida a tutti i temi di cui parleremo nel 2021. 

Ogni mese, infatti, useremo una di queste parole per scandagliare i vari aspetti del marketing, legati in particolare –  ma non solo – alla scrittura per la comunicazione dei piccoli business.
Le parole che ho scelto di inserire in questa lista  sono volutamente generiche perché mi aspetto che molte delle persone che passeranno da qui potrebbero essere disorientate dal termine CUSTOMER JOURNEY, ma partendo dal concetto di COSTANZA potrebbero digerire senza troppe difficoltà i vari passi necessari alla costruzione di un rapporto solido e duraturo con i propri follower, che punta a farli diventare prima CLIENTI e poi CLIENTI FEDELI.

Per approfondire questi argomenti non sarò sola, ma in compagnia di 11 persone provenienti da vari ambiti professionali, che si sono messe in gioco adottando una di queste parole a testa e impegnandosi ad apparire nel post del 21 del mese corrispondente, e a mettere su una diretta Instagram in tandem con la sottoscritta prima che il mese finisca.

Se ti sembra un po’ complicato, non temere, prenderemo il ritmo insieme.
Il primo giorno del mese annuncio il nuovo tema sul mio profilo Instagram, poi andiamo avanti con la tabellina del 7: il 7 ci leggiamo qui con un post scritto da me, il 14 arriva la newsletter, il 21 siamo di nuovo qui insieme all’ospite del mese, il 28 c’è la diretta su Instagram per approfondire ciò di cui abbiamo parlato.

E la parola di gennaio è… CRICCA

cricca le 12 c per una comunicazione che fa click

Cito dal mio profilo instagram

CRICCA è la meno convenzionale e probabilmente la più cacofonica tra le mie 12 C, ma mi piace proprio perché è ciarliera e scombinata. Non a caso viene dal francese clique, voce onomatopeica che indica gente che fa chiasso.

Il dizionario Treccani fornisce questa definizione:

1. Gruppo di persone unite allo scopo d’intrigare o di favorirsi a vicenda, combriccola: è sostenuto dalla sua c. ; letterati di consorteria e di cricca (Carducci); per estens., nel linguaggio fam., gruppo di amici: è uscito con la sua c.

Avrei potuto dire “community”? Sì, certo. Forse avrei dovuto. Ma io ho scelto CRICCA. Per parlare di un gruppo, anche eterogeneo, di persone che si rispecchiano nei valori degli altri, per far parlare persone che hanno fatto delle scelte e le portano avanti, giorno dopo giorno, malgrado tutto.

Continuando con Treccani:

2. Combinazione di tre figure di ugual valore nel gioco delle carte.

 

❤️ La mia CRICCA è molto più ampia di tre figure, ma hanno tutte pari valore: per questi 12 mesi saremo 12, gente che sa che aria tira quando si lavora a testa bassa, ma con la consapevolezza che c’è qualcuno a cui chiedere, qualcuno a cui dare, qualcuno che fa il tifo anche quando ti bacchetta, o sei tu l’unica persona a non credere in te. 

 

Ho voluto iniziare da qui sia per racchiudere il senso di questo progetto che ci terrà impegnati per ben 12 mesi (e in cui non ti imbarchi se non sai di avere delle persone valide accanto, te lo assicuro!), sia per condensare i due insegnamenti più importanti che ho ricavato nel periodo – travagliato, ma ricchissimo – in cui ho maturato la decisione di dedicarmi a tempo pieno al mio lavoro di comunicatrice.

Insegnamento n. 1: la community prima di tutto

Stare online parlando di sé stessi non è facile per tutti, ma a prescindere da quanto ti venga naturale, devi tenere a mente una cosa: anche quando parli di te stai parlando della tua community. E se ti sembra di pulirti la coscienza perché non parli di te ma del tuo lavoro o del tuo prodotto, ricordati che stai comunque parlando di qualcosa che riguarda te e non necessariamente la tua community.

Le persone cosa imparano leggendomi? Cosa do loro quando guardano le mie stories? Questo dobbiamo chiederci. La tua community diventa la tua cricca nel momento in cui trovano qualcosa di vantaggioso per loro nel tuo profilo social: che siano momenti di svago o di riflessione, come sostituire le uova e il latte nei dolci vegani o come pulire l’argenteria, è ciò che farà tornare le persone sul tuo profilo e le renderà disposte ad ascoltarti, a fidarsi di te e a sostenerti.

Insegnamento n. 2: non devi per forza isolarti

Soprattutto se sei freelance e lavori da casa ti può capitare di far coincidere la solitudine con l’isolamento. Nessun cartellino da timbrare, niente traffico dell’ora di punta né capi isterici che assegnano compiti a raffica, ok, ma neanche pausa caffè in compagnia della collega che ti dà una dritta importante su un cliente bizzoso, né il vicino di scrivania smanettone che in due secondi netti capisce cosa sta succedendo alla tua stampante. Devi provvedere tu a tutti gli aspetti del tuo lavoro, dalla promozione alla contabilità, ti sembra di correre all’infinito sulla ruota del criceto e di avere ancora meno ore libere rispetto a quando lavoravi come dipendente. Al di là degli aspetti pratici dell’organizzazione del tuo lavoro – di cui sicuramente avremo modo di parlare al più presto – un elemento molto importante della questione è sapere di poter contare su qualcuno. Un’amica che fa il nostro lavoro con cui confrontarci su una questione tecnica, un professionista di un altro settore con cui ci sentiamo a nostro agio abbastanza da fare una domanda da principianti assoluti, semplicemente qualcuno che ti manda un messaggio annunciando: “Io mollo tutto e vado a correre perché per oggi ne ho abbastanza” e che ti può far venire voglia di prenderti cura di te.

La solitudine del freelance è inevitabile ma non deve essere una condanna: servirci dei mezzi digitali può darci, anzi, la sensazione di avere un gruppo di lavoro ben più ampio, sparso qua e là, è vero, ma pronto a sostenerti quando senti che c’è qualcosa che ti scricchiola sotto i piedi.

Le persone che hanno adottato una delle mie C e io non vediamo l’ora di metterci del nostro per farti arrivare, forti e chiari, questi due concetti in tutte le loro sfaccettature. Che dici, ci leggiamo qui tra due settimane così ti svelo chi sono queste 11 persone?

Rispondi