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Scrivere per lavoro: Ha ancora senso aprire un blog?

Prima di entrare nel vivo del post di oggi ti devo una premessa: io sono totalmente, appassionatamente, instancabilmente a favore dei blog. Trovo che siano lo strumento di comunicazione più duttile di cui disporre, e che valga ancora la pena per tutti aprirne uno. In questo post metterò in ordine i motivi per cui dovresti prendere seriamente in considerazione l’idea di dotarti di questo mezzo (o recuperarlo dallo stato di incuria in cui versa da quando hai smesso di dedicartici regolarmente), e concluderò con il consueto compito per casa! Partiamo!

È casa tua

Ricordi la riflessione sui canali proprietari? La metafora della casa è perfettamente calzante: i social network sono appartamenti ammobiliati, luoghi dove le tue decisioni autonome riguardano l’estetica ma non la funzionalità: puoi cambiare i quadri alle pareti e la tovaglia sul tavolo proprio come puoi ottimizzare la bio di Instagram o scegliere i colori del tuo feed, ma non puoi buttare giù un muro o integrare una landing page. Dici che quando non si paga l’affitto bisogna solo accontentarci? Ok, però se è vero che chiunque può iscriversi a Facebook in pochi semplici click, è anche vero che il gruppo Meta può escluderti dalla piattaforma anche più in fretta, senza un motivo preciso e per un periodo anche molto lungo: come se il padrone di casa che non ti ha mai chiesto l’affitto, un giorno ti facesse trovare una nuova serratura e ti comunicasse che ha buttato in discarica tutto ciò che avevi in casa.

Ma tu ai tuoi contenuti avevi lavorato con tanto impegno, dove sono finiti? Il blog è il luogo che – finché paghi l’hosting, certo – rimane tuo e solo tuo. Non è affatto poco!

È un mezzo dinamico

Quando incarichiamo un professionista di costruire un sito web per la nostra attività sappiamo (o almeno ci auguriamo!) che per qualche tempo dopo il lancio ci limiteremo ad aggiornamenti periodici abbastanza leggeri – per proseguire la metafora della casa, pensiamo di poter aggiungere dei mobili o imbiancare una parete di un colore pazzerello, ma speriamo di non dover rifare il bagno nel giro di poco, perché vorrebbe dire che abbiamo trascurato qualcosa di importante che ci avrebbe evitato di ricominciare da capo con polvere e calcinacci dappertutto.

Il tuo sito ha il diritto di non cambiare faccia per un po’, ma se lo abbini a un blog da arricchire con approfondimenti costanti lo rendi subito meno statico, e questo ai motori di ricerca piace tantissimo!

Ti porta traffico da tutta la rete

A proposito di motori di ricerca: se tu scrivi un magnifico post su Instagram per spiegare la tecnica con cui realizzi i tuoi prodotti artigianali potrà essere accessibile solo da parte di chi è registrato sulla piattaforma. Se hai già stabilito che il tuo target è lì è già una buona occasione di farsi conoscere, ma le informazioni che condividi saranno sempre all’interno di un sistema popolare, sì, ma chiuso. Se scrivi un blogpost sullo stesso argomento, usi con cura le parole chiave che ti permettono di farti indicizzare, ci sono ottime possibilità di scalare la SERP e riuscire a farti trovare da un pubblico più ampio. A quel punto, accogliere il visitatore in un ambiente ben organizzato, con dei link ordinati in modo che un post tiri l’altro, ti darà il tempo di trasformare il visitatore in un lettore e magari in un cliente.

Ti fa vedere all’opera e ti dà autorevolezza

Quando dobbiamo scegliere un professionista per affidargli un incarico, l’ideale sarebbe vederlo lavorare senza essere visti: troppo facile fidarsi di chi dice di sé stesso “I’m the best in town” e a volte il passaparola, preziosissimo, può avere bisogno di una tara in base alla situazione e al carattere della persona coinvolta. Un blog aziendale ti permette di mostrare cosa il tuo prospect può trovare in te: la cura con cui prepari i contenuti, la generosità con cui metti a disposizione delle informazioni a volte non semplici da reperire, la chiarezza con cui li esponi fanno capire di che pasta sei fatta e creano una vicinanza con il lettore. Certo, vederti nelle stories o nei reel può far scattare la simpatia di cui tanti di noi hanno bisogno per selezionare una persona con cui collaborare, ma non c’è nessun motivo per cui i due mezzi non dovrebbero essere affiancati: anzi, c’è più di un motivo per scegliere di integrare un blog nella tua strategia.

Ti sembra difficile? Prova a fare l’esercizio e, se hai ancora dubbi, contattami.

Compito per casa

Per fare un blog, ci vuole un piano... Stabilisci 3 macro argomenti di cui vorresti parlare nel tuo blog Pensa a 2 possibili post che potresti voler scrivere per ognuno dei 3 macro argomenti, evidenziando bene sia i vantaggi per il lettore che per te. Immagina come potrebbero essere collegati tra loro Scegline uno da cui partire e compila la scaletta dei contenuti

Non sai come mettere in piedi un blog dal punto di vista tecnico? Allora ti consiglio di andare a trovare Patrizia, che tra i suoi tanti superpoteri ha quello di riuscire a farti ottenere un blog dall’aspetto professionale anche quando il tuo è un blog amatoriale!

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