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Scrivere per lavoro: Newsletter – più “subscribe” meno “unsubscribe”

Ricordi che Valeria lo scorso maggio ha analizzato il termine CORRETTEZZA dal punto di vista formale/linguistico e da quello etico? In quell’occasione ha individuato il punto esatto in cui queste due accezioni si intersecano: quando il testo con cui mi presento al mio pubblico ha una forma che mostra il pensiero strutturato che gli sta alla base e una cura che trasmette un reale interesse per chi sta leggendo.

Cosa c’entra questo con le newsletter?

Anni fa seguivo una coach che proponeva un argomento molto interessante, ma non riuscivo a leggere le sue email: punteggiatura incomprensibile, d eufoniche, incisi, spaziature e puntini di sospensione piazzati a caso erano i problemi che emergevano a una lettura veloce, ma anche a livello concettuale c’era una gran confusione. Le newsletter, che arrivavano con cadenza settimanale, in generale erano troppo lunghe, piene di divagazioni e ripetizioni che confondevano le idee. C’erano concetti dati per scontati e altri analizzati in modo ossessivo: ogni volta avevo la sensazione che avesse premuto “Invia” prima che la bozza fosse completata!
Oggi che mi occupo di formazione mi pento di non aver salvato nessuna di queste email per analizzarle più da vicino in classe: non con un intento denigratorio, ma per far capire in modo concreto come la scrittura non perdoni un andamento frettoloso della mente e della mano.

Se scrivo in modo corretto, ti rispetto

La newsletter è un canale lento, che ti permette di entrare in contatto stretto con il tuo lettore: d’altra parte, lui ti ha dato il suo indirizzo email quindi si suppone che sia veramente interessato a ciò che hai da dire. Se gli rovesci addosso una valanga di parole difficili da decifrare, un monologo interiore senza un punto preciso, magari con le sembianze di muro di testo, è come presentarsi a casa di qualcuno parlando a voce altissima o con le scarpe sporche di fango: non è detto che la prossima volta ti farà entrare con lo stesso entusiasmo. La dimensione intima che molte di noi instaurano con i propri lettori è preziosissima: per questo non va sprecata l’occasione di farsi ascoltare con un’attenzione che raramente si riserva a chi comunica online.

Parti dal perché

Perché vuoi avere una newsletter? Cosa ci scriverai dentro?
Avere un canale in più per i lanci non è un motivo sufficiente. L’ideale è partire da un presupposto di condivisione di contenuti utili e preferibilmente esclusivi con chi ti legge: ogni mese invii il riassunto di tutti i blogpost che hai scritto, con un approfondimento a parte? È il canale in cui raduni tutte le news e le offerte esclusive del tuo punto vendita? Dipende dal tuo settore, dalla tua strategia e dal tuo cliente, non da altro.

Cadenza: croce e delizia

Pensa a quante cose hai da dire, e quante cose hai da fare: ti piacerebbe inviare un’email ogni settimana, ma sai già che finiresti col maledirti perché hai troppo da fare per inserire 4 invii al mese nella tua to do list? Allora riduci. Tra l’altro non tutti amano invii così ravvicinati. Potresti scegliere un giorno in particolare (io ho scelto il 14 di ogni mese), per mantenere una cadenza che ti aiuta a far entrare la newsletter tra le tue mansioni ordinarie.

Come faccio a far iscrivere le persone?

Con una promessa chiara sui contenuti che offrirai, prima di tutto. Parla alla tua nicchia e illustra chiaramente cosa c’è di interessante per loro nella tua newsletter: ogni mese ti aggiorno sulle ultime tendenze trucco e ti mando un tutorial che non trovi sugli altri miei canali. L’esclusività è una leva allettante, ricordatelo! Se fa al caso tuo, puoi offrire un codice sconto per un tuo prodotto o servizio, oppure un freebie, un breve contenuto digitale in omaggio (un pdf con una guida, un file audio con una meditazione guidata, l’accesso a una libreria di video dove insegni a fare qualcosa) che rappresenti un assaggio gratuito di quello che sai fare.

Quando iniziare a inviare una newsletter?

Appena hai qualcosa di interessante da dire. Non importa se hai una lista di sole 30 persone, anzi! Ti servirà a scioglierti gradualmente, a trovare il tuo ritmo in modo naturale.

Prima di scrivere, pensa

Ok, hai stabilito che scopo ha la tua newsletter in generale, ma nello specifico che scopo ha il singolo invio lo stabilisci volta per volta. Chiedendoti che azione vuoi che compia il lettore alla fine della lettura (iscriversi a un corso, chiederti informazioni, rispondere a una tua domanda, cliccare su un contenuto che hai preparato appositamente) otterrai una chiarezza mentale che si trasformerà in chiarezza espositiva: paragrafi ben strutturati, idee esposte in modo ordinato daranno la sensazione di trovarsi in un luogo dove è piacevole rimanere. Prova!

 

Compito per casa

Il compito per casa di questa settimana è progettare la tua newsletter - se non ce l'hai ancora - o la prossima uscita: segui le indicazioni che trovi nel post e scrivimi per dirmi com'è andata!

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