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Scrivere per lavoro: non sai scrivere o non sai cosa scrivere?

Se mi avessero dato un soldino per ogni volta in cui mi sono sentita dire “Beata tu che scrivi bene, così non hai problemi a promuoverti”, adesso non dico che sarei ricca, ma di sicuro avrei accantonato un bel gruzzoletto per la mia pensione integrativa.

Invece non solo non ho avuto un soldino, ma ho anche lottato contro sguardi poco convinti ogni volta che mi sono lanciata nello spiegare che scrivere bene non basta per sapersi promuovere, ma che se quello della scrittura è un aspetto in cui ci si sente bloccati, si può anche fare esercizio per cercare di rendere più fluido questo gesto.

Sai perché quasi nessuno alle prese con gli ostacoli della propria promozione (insufficiente, insoddisfacente, discontinua) mi dà retta a questo punto? Perché ammettere di potersi impegnare su un aspetto che richiede costanza, sì, ma soprattutto voglia di mettersi in gioco, anche sbagliando, anche continuando a non essere Alessandro Baricco (spoiler: quasi nessuno tra coloro che comunicano bene online lo è, se ti fosse venuto il dubbio), costringe le persone a rinunciare a una solida convinzione, quella di non essere portati per la scrittura, che basta a giustificare la loro (di solito autoinflitta) incapacità di promuoversi.

Eh, ma il talento…

Il talento non c’entra niente con i risultati che puoi ottenere: ti facilita in partenza, ma se non lo coltivi è come se tu non lo avessi. Se non ce l’hai, impegnarti può portarti anche a livelli superiori rispetto a chi ce l’aveva ma l’ha buttato alle ortiche. È così, fidati.
Mentre questo post era in gestazione è arrivata una newsletter di Zandegù sullo stesso tema, anzi, di più, con lo stesso incipit che avevo preparato (In questi anni, mi è capitato tantissime volte di parlare con persone che mi hanno detto: “Eh, ma tu scrivi benissimo! Tu hai un talento, io non sono in grado”) e proseguiva allargando lo sguardo sulle varie forme di talento che non abbiamo e davanti alle quali ci arrendiamo, anziché stringere i denti e cercare di migliorare.

Leggere questa newsletter mi ha fatto risuonare l’esasperazione che sento spesso quando vengo interpellata per risolvere un problema di comunicazione e poi alla prima soluzione pratica che propongo mi ritrovo a parlare da sola, perché la persona in questione si è precipitat* a cliccare “compra” sul corso “5 metodi infallibili per ottenere i tuoi primi 100k senza neanche avere un sito e con un profilo Instagram che fa pena”, perché “Sì, le cose che dici sono giuste, ma sai, io ho bisogno di fatturare in fretta”

Sapere che anche realtà molto più strutturate della mia (che ho visto nascere, crescere e prosperare, che non hanno mai nascosto le proprie fatiche e i propri fallimenti e hanno condiviso con estrema genuinità i loro traguardi) mi ha dato il coraggio di parlare un po’ più fuori dai denti rispetto a come mi esprimo di solito: perché continuare a essere latte e miele non aiuta me a migliorare la mia gastrite e non aiuta te a non farti fregare da guru di varia natura, e se non riesco a farti aprire gli occhi su una verità semplice che non vuoi vedere, forse non è un limite tuo ma un limite mio.

La scrittura, fuori dai denti

La scrittura è difficile, anche per chi scrive bene di natura.
La scrittura è alla base di tutti i gesti della tua comunicazione, anche se in proporzioni diverse: sito, blog, newsletter, social network, non si sfugge. Anche quando parli in video, il minimo che avrai sarà uno script (vero??).
La scrittura è uno strumento. Come l’editing foto o la grafica. Aiuta, tantissimo. Ma non basta. Va fatta dialogare con tutti gli altri strumenti, ma prima di tutto con la tua strategia: sapere cosa vendi, a chi lo vendi, perché dovrebbero scegliere proprio te e tutte queste cose che quando te le chiedo mi guardi e non favelli.
ERGO:
La scrittura non è niente, senza una strategia.

You say “Non so scrivere” I hear “Non so dove andare”

Quindi, la maggior parte delle volte, il problema non è tanto che non sai scrivere, quanto che non sai cosa scrivere. Perché non sai dove andare. Non sai a chi parli, non sai cosa raccontare di te per metterti in relazione con gli altri, non ti va di metterti in mostra perché ti hanno insegnato che bisogna stare nell’ombra per essere presi sul serio, hai paura di essere troppo insistente quando vendi e invece non hai capito che il punto è un altro: se le persone acquistano ciò che vendi non è perché una volta al mese compari su Instagram e annunci “Work in progress, vi faccio un piccolo spoiler sul nuovo prodotto a cui sto lavorando. Save the date, tra 2 settimane vi svelo tutto, OMG can’t wait!!”, ma perché hai avuto il tempo, la pazienza, l’umiltà, la grinta, il carattere di farti conoscere, di farti capire, di spiegare il valore di ciò che fai praticamente senza bisogno di dirlo, ma mostrandolo in ogni tuo gesto.

E se quest’ultima frase ti ha fatto venire in mente la fatidica frase “SHOW, DON’T TELL”, pilastro della narrativa, l’unico invito che ho per te è questo: rallenta, e mentre riparti dalle basi della tua strategia, prenditi il tempo di esercitare la scrittura. Ogni giorno. Con un corso di scrittura creativa (se tutti i beata te avessero seguito un annetto di uno dei miei corsi sarei già meno senza voce), con del journaling ben assestato. Per partire dalle basi, ogni giorno alle 7.00 sulle mie stories trovi un prompt del Journalino (ma se ti iscrivi alla newsletter lo ricevi sottoforma di workbook), un modo semplice di praticare la scrittura in modo continuo, gratuito e (generalmente) indolore. 

Compiti per casa

Prendi carta e penna (sì, è indispensabile, perché i tuoi pensieri devono seguire il ritmo della tua mano) e rispondi seriamente a queste domande:

- sai chi è il tuo cliente ideale? Descrivilo
- sai quali sono i tuoi obiettivi di business nel prossimo trimestre, nel prossimo semestre, nel prossimo anno, tra 3 anni? Elencali
- di quali prodotti/servizi si compone la tua offerta? In che proporzione li vendi? In che proporzione punti a venderli per raggiungere i tuoi obiettivi di fatturato?
- quali sono i canali su cui comunichi la tua presenza sul mercato? Elencali indicando a fianco di ognuno la funzione che riveste nel tuo piano marketing
- hai un piano e un calendario editoriale per ognuno dei tuoi canali di comunicazione? Cosa potresti migliorare?

Se hai risposto no anche solo a 2 di queste domande, è il momento di fare una pausa, un bel respiro e un po’ d’ordine prima di continuare a viaggiare a vuoto. Quello che posso aiutarti a fare, oltre a mettere la scrittura nella giusta prospettiva, è 

Quello che non posso fare per te è prendere decisioni al posto tuo. Quindi, se capisci che è il momento di prendere il toro per le corna, la copy che fa click ti aspetta, in aula o sotto forma di consulenza, ma sempre pronta ad aiutarti a raccontare il tuo talento.

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